Giuliva Di Berardino sul discepolato lungo il cammino verso Gerusalemme

 

Il VANGELO DEL GIORNO: mercoledì 6 novembre 2019 

Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che parla di  discepolato lungo il suo cammino verso Gerusalemme. Parla a grandi folle, cioè a tutti, anche a noi oggi, in modo da mettere ciascuno di noi di fronte alla scelta di vita che comporta il fatto di essere suo discepolo o sua discepola, mostrando le condizioni necessarie a questa scelta. La prima condizione è superare la visione ristretta della famiglia. Una famiglia che si chiude in se stessa non vive secondo il Vangelo: la famiglia è un dono per la società e per la Chiesa. Così Gesù intende la Chiesa: una grande famiglia, non un’istituzione, ma una famiglia di famiglie, dove tutti i credenti si sentono a casa. La seconda condizione è  portare la croce. Gesù sta andando verso Gerusalemme per essere crocifisso e morire. Seguire Gesù e portare la croce dietro di lui significa andare con Lui fino a Gerusalemme, fino alla fine, e perciò restare con Lui, anche nel dolore e nella prova. Le due parabole che seguono nel testo, poi, ci preparano a valutare bene le condizioni prima di prendere la decisione di essere discepolo di Gesù. Per seguire Gesù bisogna rinunciare non a qualcosa, ma, come ci dice oggi il Vangelo, a tutti gli averi. Per essere discepoli veri di Gesù bisogna avere il coraggio di consegnarsi totalmente nelle sue mani. Perché? Perché Lui si è consegnato a noi, Gesù ci ha donato per primo tutto se stesso e ci ha lasciato il Suo Spirito perché possiamo rendere testimonianza del Suo Amore eterno per noi e per tutti. Per questo oggi il Vangelo ci ricorda che essere cristiani è una scelta decisiva e coraggiosa che richiede discernimento perché la via di Gesù non è facile. Gesù è un Maestro esigente e una volta che si è per Lui non si può più tornare indietro. Allora non lasciamoci ingannare! Noi vediamo oggi molta gente che si dice cristiana ma di fatto non vive la fede come una scelta personale, e nemmeno come una decisione di vita. Spesso il Cristianesimo viene inteso come un semplice fenomeno culturale. Chiediamo oggi al Signore che per noi non sia così! Che lo Spirito Santo ci custodisca sempre nella gratitudine e nella riconoscenza per il grande dono della fede che ci è stato trasmesso dai nostri genitori, dai nostri padrini e da tutta la Chiesa! Preghiamo anche per tutti coloro che conosciamo e che ci sembra che vivano una fede non autentica perché il Signore conceda a loro e a noi che arriviamo alla fine della vita senza aver mai scelto ed assunto il dono che abbiamo ricevuto per grazia: la nostra fede, la via di Gesù che ci salva. 

Lc 14, 25-33

 In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.

 

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