Giuliva Di Berardino spiega cosa significa l’espressione “siate perfetti” per Dio

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

IL VANGELO DEL GIORNO:  sabato 16 marzo 2019


L’invito che il Vangelo oggi fa a ciascuno di noi è questo:”siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli“. Poiché il verbo latino perficere, da cui viene l’espressione “essere perfetti“, significa “portare a termine, completare“, possiamo dire che l’espressione “siate perfetti” significa, in qualche modo, “lasciatevi completare” da Dio. Si tratta dunque di un invito di Gesù a lasciarci amare ancora di più da Dio, affinché il suo Amore “sia completato” in noi e attraverso di noi. Per realizzare questo processo di completamento, però, è necessario che ciascuno di noi si faccia riempire di potenza e di vita, cioè di Spirito Santo. Si racconta che un giorno Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, vide Gesù che le disse: “Caterina! Tu fatti capacità e Io mi farò torrente“. E’ così: il Signore riversa il fiume del suo Amore tra gli uomini e le donne ancora oggi, ma è necessario lasciar agire lo Spirito Santo! L’amore di Dio, infatti, è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, come ci spiega San Paolo in Rom 5,5. Perciò, per “essere perfetti“, cioè per “farci capacità di amore” e diventare “canale di grazia” per chi ci vive accanto, è importante riempire il cuore dell’amore di Dio, un amore ampio, universale, che non fa nessuna distinzione tra giusti e i ingiusti, un amore che supera le nostre giustizie! Santa Teresa di Gesù Bambino, in una sua preghiera a Gesù, scrive: “Le nostre giustizie non hanno ai tuoi occhi il minimo valore. Perciò, per dare un valore ad ogni mio sacrificio, lo getterò nel Tuo Cuore divino“. La giovane santa aveva capito che i nostri criteri umani di giustizia sono molto limitati e hanno bisogno di essere immersi nell’amore di Dio, perché noi miriamo sempre a soddisfazioni personali, o a rivendicazioni spesso provocate dai nostri bisogni repressi. E infatti, anche quando questa giustizia, per breve tempo, ci realizza, in realtà non è utile a nessuno, tanto meno a noi stessi! Non accontentiamoci solo di ricompensare chi ci fa il bene ed evitare chi ci fa il male, perché siamo tutti chiamati a un amore più grande! In fondo lo sappiamo: l’amore non è equilibrio di interessi basati sui nostri bisogni, ma dono gratuito di sé. Amare non è rinchiudersi in un confine, ma è andare sempre oltre se stessi per aprirsi all’universalità, amare è sentir vivere in noi la vita di ogni essere umano, perché ogni persona è tempio dello Spirito Santo, anche se ci ostacola e ci è nemico. Chiediamo allo Spirito Santo che ci dilati il cuore alle dimensioni universali della gratuità! Gettiamo nel cuore di Dio ogni nostro senso di giustizia, perché, come ci dice il Vangelo, Dio “fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti“. Usciamo dal nostro modo di percepire le persone ed entriamo in quello di Dio. Lasciamoci completare sempre di più da Dio perché possa agire in noi, e attraverso di noi, il suo Spirito di vita. Buona giornata!

Mt 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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