Giuliva Di Berardino ritorna il primo settembre. Intanto su Pietro e Paolo…

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Il commento quotidiano ritornerà il prossimo primo settembre 2019.

In questo video la teologa Di Berardino ne spiega i motivi.

Intanto ecco il vangelo di oggi, sabato 29 Giugno 2019: Santi Apostoli Pietro e Paolo

Ecco l’audio

Ecco il testo

Nel vangelo di oggi emerge la figura di Pietro che, alla domanda di Gesù sull’opinione della gente riguardo alla sua persona, esprime con spontaneità e chiarezza la sua professione di fede: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo!”. Nei Vangeli la professione di fede identifica colui che è vicino a Cristo, che riesce a cogliere la sua identità divina e che perciò, nello stesso tempo, è inviato da Lui ad annunciare la sua rivelazione messianica. Nel  Vangelo di Giovanni la professione di fede è fatta da Marta, l’amica di Gesù, in questo Vangelo, invece, il vangelo secondo Matteo, è Simone il pescatore di Galilea che dichiara la sua professione di fede. Così, dopo aver professato la fede, Simone il pescatore riceve un nome nuovo: Pietro. E una prassi liturgica della prima comunità cristiana che accompagnava i candidati al battesimo, chiamati eletti, prevedeva in preparazione al Battesimo proprio la  professione di fede e la proposta di un nome nuovo, un nome che avrebbe indicato l’identità missionaria di quel cristiano, cioè il suo dono per il mondo, il “segno di cristo” che la sua testimonianza avrebbe lasciato nella storia. La liturgia antica quindi conservava per tutti i battezzati questo cambiamento di nome che Simone, come anche gli altri apostoli, hanno vissuto. Simone da quella professione di fede riceverà la sua missione: non è più Simone, ma è la pietra, chefàs, tradotto anche come capo, testa. E infatti il testo del Vangelo esplicita che riceve anche simbolicamente le chiavi del Regno, cioè l’autorità di governare. Una certa interpretazione del Vangelo ci potrebbe far credere che Pietro e Paolo fossero figure imponenti, ma non è così! nella nostra storia non è stato così, c’erano uomini molto più importanti, intelligenti e saggi di Pietro che non ha le doti di un governatore: non è un uomo diplomatico, non è gentile, interviene a sproposito e si prende i rimproveri di Gesù. Ma…allora perché Gesù sceglie Pietro? La chiamata apostolica di Pietro, cari amici, non è come pensiamo noi: è fuori dalla logica umana! Ma anche quella di Paolo lo è: non ha vissuto con Gesù, avrebbe dovuto nemmeno essere considerato dai cristiani, avrebbe dovuto almeno scontare con anni e anni di penitenza i delitti che ha commesso contro i cristiani e almeno avrebbe dovuto meritarsi il perdono dei cristiani, invece il Signore lo invia attraverso la comunità cristiana che lui stesso ha perseguitato ed è la comunità che lo accoglie perché ha il nome nuovo di Paolo, che significa in latino “piccolo“, tanto da diventare “apostolo delle genti”, proprio lui, che non aveva vissuto con Gesù, non era presente nei giorni della passione e risurrezione insieme agli altri apostoli! E’ una follia, cari amici. Follia d’amore di un Dio che mette a capo degli apostoli un uomo che non aveva non aveva meno difetti dei miei e dei tuoi!! Un Dio che rende apostoli quelli ai quali, come a Paolo, guarisce la vista, cioè il modo di vedere, di percepire e di abitare questo mondo. E poi c’è ancora un’altra questione: perché la Chiesa festeggia insieme Pietro e Paolo?  Non sono morti lo stesso giorno e sembra perfino che non si conoscessero poi così tanto da dover finire sul calendario insieme! Sicuramente sarebbe stato più logico che Pietro fosse ricordato insieme a suo fratello Andrea, visto che è lui ad averlo portato da Gesù, presentandolo come Messia. E invece no! Lo ricordiamo insieme a Paolo! Ci sembra strano, ma se sappiamo che le prime comunità cristiane ricordavano degli apostoli non tanto il nesso logico-umano che potremmo trovare noi oggi osservando le loro relazioni, ma soprattutto il criterio di fondo che li accomuna, scorgiamo in Pietro e Paolo un’esperienza comune. Entrambi hanno testimoniato la fede col martirio, ma entrambi ci mostrano, con le loro storie, che la fede non è un merito personale di nessuno! Ricordiamoci allora oggi che tutti siamo scelti da Gesù, e tra noi lo sono ancora di più proprio quelli che secondo noi non lo meritano! E ricordiamoci anche che Dio dona la sua autorità a coloro che Lui stesso sceglie e benedice!  E, attraverso di loro, Dio sceglie tutti noi. Buona festa dei santi Pietro e Paolo!

Mt 16, 13-19

Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?» Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici.

La teologa Di Berardino gestito la pagina YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g

Per contattarla scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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