Gesuiti esaltano “l’orgoglio gay” nel giorno di San Pelagio, vittima della “sodomia”

Hermoigio, vescovo della diocesi di Tuy, fatto prigioniero dall’esercito del califfo Abd ar-Rahmàn III an-Nasir nella battaglia di Valdejunquera (estate del 920) e condotto a Córdova, nell’Andalusia (oggi Spagna), lasciò in ostaggio suo nipote Pelagio ancora molto giovane e di bella presenza.

Il califfo, con malvagi propositi, cercò di indurre Pelagio ad apostatare dal Cristianesimo e a farsi musulmano, promettendogli in cambio onori e ricchezze. Inoltre il tredicenne subì quelle che allora si chiamavano “proposte sodomitiche”, che Pelagio respinse energicamente.

Per voler conservato la fede in Cristo e la castità contro le lascive lusinghe del re dei Mori, per ordine di Abdul ar-Rahman III fu torturato e quindi gli furono amputati tutti e quattro gli arti, finché fu decapitato al mattino del 26 giugno 925.

I cristiani ne riscattarono le spoglie, deponendo la testa nella basilica di san Cipriano e il corpo in quella di san Genesio, nel paese di Tercios. Ivi rimasero finché, pochi anni dopo, il corpo fu trasferito prima a Leon, ai tempi del re Sancio il Grasso (955-958; 960-967), e poi a Oviedo, dove ancora oggi è venerato.

Il culto incominciò subito dopo la sua morte ed ebbe grande diffusione soprattutto durante il Medioevo. Pelagio è titolare del seminario della diocesi di Cordova, costruito probabilmente sul luogo del martirio, e nella chiesa a lui dedicata se ne conserva una reliquia insigne portata da Oviedo nell’anno 1762.

La festa è celebrata il 26 giugno. Ma quest’anno 2019 hanno pensato di oltraggiarla i gesuiti che curano il “Taco Calendario del Corazón de Jesús”.

Il celebre Taco dei Gesuiti, nel foglio dedicato al 26 giugno hanno pensato bene di celebrare il “giorno dell’orgoglio”, proprio lo stesso giorno che la chiesa celebra la festa del martire San Pelagio, brutalmente assassinato per essersi rifiutato di “essere sodomizzato”.

Ecco il testo con cui il calendario dei Gesuiti “Taco Calendario del cuore di Gesù” ha commemorato il “giorno dell’orgoglio”.

“Nelle prime ore del 28 giugno 1969, la polizia di New York ha condotto un’incursione presso il pub Stonewall, situato nel Greenwich Village. La comunità gay ha risposto con dimostrazioni che hanno portato a incidenti violenti. Nella storia del movimento gay negli Stati Uniti questo episodio segna il momento in cui la comunità gay ha cominciato a combattere legalmente la polizia e il sistema sociale che la perseguitava. Da 50 anni il 28 giugno si celebra il Pride Day, anche se la comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, intergender) di solito sposta le sue marce e parate nei giorni di Sabato prima o dopo questa data. La mappa mondiale delle leggi sull’orientamento sessuale mostra che c’è ancora molto lavoro da fare per i diritti della comunità LGBTI. La criminalizzazione di questi gruppi si estende a gran parte dell’Europa orientale, tutta l’Asia, quasi tutta l’Africa e parte dell’America centrale e meridionale. In 72 paesi l’omosessualità è considerata un crimine e la pena di morte per le relazioni omosessuali è in vigore in Iran, Arabia Saudita, Yemen, Sudan, Somalia, Nigeria, Siria e Iraq”.

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