Eugenia Roccella: “Il ddl Cirinnà è pessimo”

Eugenia-Roccella“La Cirinnà, da qualunque parte o punto di vista la si esamini, è una pessima legge, persino pericolosa nelle sue conseguenze pratiche”. Lo dice la parlamentare Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day 2007, intervistata da La Fede Quotidiana.

Roccella, perchè la definisce pessima?

Perchè ha due conseguenze molto gravi: la prima è quella di una sostanziale assimilazione delle unioni omosessuali al matrimonio tradizionale previsto dalla nostra Costituzione, poi,  il via alle adozioni di bambini da parte di unioni omosessuali,  rappresenta un grave danno per i minori. Dunque, da qualsivoglia angolazione la esaminiamo, è negativa.

Iniziamo dal matrimonio…

Ritengo che la posizione e lo spirito della legge contrastino con la nostra Costituzione. Di fatto, leggendo il testo, si crea in tutto e per tutto un simil matrimonio tra omosessuali con lo stesso carattere di quello etero tutelato e protetto dalla carta costituzionale. Non è affatto vero che la Cirinnà voglia solo  garantire i diritti individuali delle persone omosessuali. Questi sono già ampiamente  assicurati dal legislatore e dalla stessa giurisprudenza. Aggiungo, che questa legge è incostituzionale nel metodo, perchè non è transitata dalla commissione, ma è andata direttamente in aula. Questo, tuttavia, è il minimo.

Qual è il problema relativo alle adozioni?

Molto grave. Dare in adozione i bambini a coppie dello stesso sesso equivale a danneggiarne la crescita armoniosa, in quanto i bambini hanno diritto ad una piena genitorialità composta da padre uomo e mamma donna. Ammettere quelle adozioni, inoltre, significa nella sostanza dare via libera alla orribile pratica dell’utero in affitto che genera una sorta di mercato dei figli.

Che cosa vi aspettate dal Family Day di Roma?

Intanto che sia numeroso e forte per lanciare un messaggio chiaro al Governo e al suo Presidente del Consiglio Renzi. Giovanni Paolo II,  sulla presenza dei cattolici nella scena sociale e politica della nostra nazione, parlava di una eccezione italiana, nel senso che la componente cattolica non può essere ignorata  dalle scelte del legislatore. Ecco, spero che Renzi voglia tenere in conto questa eccezione italiana e comprendere, dopo Roma, che occorre valutare meglio la realtà. Mi auguro che il 30 gennaio possa cambiare idea e marciare con maggior prudenza.

Recentemente avete avuto una sorta di disco verde dal cardinal Bagnasco…

Di questo non avevamo dubbi, era solo questione di metodo e di modo.

Bruno Volpe

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