ESCLUSIVO – Ettore Gotti Tedeschi: “Lo Ior è blindato, in Vaticano c’è un clima da caccia all’uomo”

roma_-_ettore_gotti_tedeschi_presidente_dell_istituto_per_le_opere_di_religione_ior_._-_2011_-_imagefull“Il riscaldamento globale? E’ dovuto alle tante anime che bruciano a causa di quei preti che non insegnano le cose di Dio, ma parlano solo di quelle degli uomini”. Lo dice in questa intervista esclusiva a La Fede Quotidiana il noto banchiere Ettore Gotti Tedeschi docente, ex presidente dello Ior dal 2009 al 2012.

Professore,  c’è un’emergenza nella Chiesa cattolica ?

” La mancanza di fede è un’emergenza. E’ un tema generale, non è questione legata a progressisti o conservatori.  Siamo davanti ad una generale caduta del senso della fede e soprattutto di quello del sacro”.

Da dove viene e da che cosa dipende?

”  Da tempo non abbiamo preso sul serio la centralità della questione fede e direi che questo andazzo risale alla fine del Concilio Vaticano II e si è creato questo equivoco molto attuale: separare il dogma dalla pastorale. In poche parole, si è pensato  di lasciare il dogma apparentemente uguale, ma con adattamenti significativi della pastorale per  farla alla moda o attrattiva al fine di avvicinare la gente o rendere le cose più facili. E mentre i santi uomini dormivano sonni sereni, quelli molto meno santi tramavano. La pastorale influisce su conoscenza e percezione del dogma e poco alla volta siamo scivolati nel relativismo, anzi vi è stato un impossessamento del dogma con la relativizzazione della morale e della pastorale”.

E allora?

“La Chiesa per 1950 anni è stata attaccata dall’ esterno a tutti i livelli, ma ne  è uscita sempre rinforzata. Ora subisce attacchi dal suo interno e penso ai tanti disastri compiuti  da sacerdoti cattolici sulla paternità responsabile, sul tema immigrazione, ambientalismo o animalismo. Scherzando, ma non troppo, dico che il riscaldamento  globale è dovuto alle tante anime che bruciano all’Inferno a causa di preti che hanno smesso di insegnare le cose di Dio per parlare solo ed esclusivamente di quelle degli uomini”.

Papa  Francesco  recentemente ha bastonato le ricchezze, da banchiere concorda?

” No. Intanto il Vangelo non condanna  la ricchezza, ma solo il suo cattivo uso. Poi senza la ricchezza la Chiesa non sarebbe in grado di fare opere di carità. La mia risposta è che la ricchezza va  aumentata e moltiplicata per il benessere collettivo e chi la produce andrà in Paradiso. Il pauperismo è controproducente”.

Lai ha collaborato con Papa Ratzinger. Che idea ha di lui?

” Lo scriva pure: un grande, un uomo di Dio. Un immenso pontefice. Ho avuto il pregio e la fortuna di servirlo e collaborare con lui per la parte economica della sua enciclica sulla carità e devo dire che prima di esprimere opinioni aveva la umiltà di ascoltare chi nel campo era maggiormente ferrato, evitava scivoloni e conclusioni non documentate. Era in grado di analizzare le cose con senso della ragione e intelligenza. Un colosso del nostro tempo “.

Lei ha guidato lo Ior. Com’era lì il clima?

“Potrei raccontare un aneddoto che la dice  lunga sul clima di sospetti e su quella sorta di caccia all’uomo, quasi poliziesca, che si è scatenata dentro e fuori il Vaticano dopo il primo Vatileaks.  Ho voluto una volta fare un giro di ricognizione e mi ha  attirato un cortiletto dal quale c’era una bella vista.  Volevo aprire la finestra, mi è stato impossibile. Sapete perchè? Era blindata. Ho chiesto la ragione ad un monsignore con accento napoletano e mi è stato risposto che era così per paura di spionaggio. Costui mi disse di stare in campana e che le spiate erano cose normali, era sempre accaduto e accadeva. Cimici e roba simile dappertutto. Pensi, poi, ho trovato la stanza di monsignor Marcinkus intatta, come era quando la lasciò e questo mi ha lasciato sorpreso. ”

Problema immigrati, che cosa sta accadendo e come risolverlo?

” Per trattare in modo articolato questo tema occore tanto tempo. Dico solo che per poter accogliere degnamente chi viene da fuori e allo stesso tempo non turbare i locali, l’ economia dello stato ricevente deve essere florida e al top, non come quella attuale dove il 60 per cento delle imprese stentano. Non possiamo dare lavoro a tutti. Gli immigrati stanno bene e possono essere accolti solo se l’ economia regge, altrimenti è un controsenso  e anzi stiamo facendo il male dei migranti. Non regge chi dice che anche gli italiani sono stati un popolo di migranti. Quando noi andavamo fuori, le  economie che ci ospitavano erano in crescita”.

Bruno Volpe

2 Commenti

  1. Avatar giulia
  2. Avatar Antonio

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