Don Pieracci: “Meglio atei che credenti che odiano i fratelli? Affermazione ambigua”

“Spesso gli scismi nella Chiesa sono nati da affermazioni dottrinali sbagliate o ambigue. Tra cardinali e vescovi si nota una certa paura di parlare, temono di finire in parcheggio.” Lo  dice in questa intervista che ci ha rilasciato, senza eccessivo timore, il noto prete opinionista tv (a Domenica in con Mara Venier) don Mario Pieracci.

Don Mario, recentemente Papa Francesco ha detto che è meglio vivere da atei che andare ogni giorno in chiesa e poi odiare i fratelli…

” Non condivido, specie sul piano pastorale. Questo Papa a volte dice cose che, soprattutto la prudenza, eviterebbe di affermare. Ricordo che spesso gli scismi nella Chiesa si sono verificati per affermazioni dottrinali ambigue , sbagliate o imprudenti”.

Perchè lei parla di imprudenza?

” Meglio l’ ateismo? Ma scherziamo? Semmai, io  da sacerdote devo  correggere il cristiano che sbaglia, ma non quasi sorridere all’ateismo. Il vero e grande problema al momento è la formazione dei sacerdoti nei seminari. Detto per inciso, abbiamo bisogno di una Chiesa cattolica chiara, che dia insegnamenti certi e non ambigui. La Chiesa ha saputo riprendersi dopo il Concilio di Trento , non è un caso, ma vi è di più..”.

Prego…

” Dicevo che è un’ affermazione poco felice sul piano pastorale, rischia infatti, di svuotare ulteriormente le chiese già non affollate. Infatti, chi non  ci va si sente quasi incoraggiato a continuare, chi ci va può rilassarsi e non essere assiduo, tanto lo stesso Papa è indulgente. Preti e vescovi devono avvicinare e non allontanare i fedeli, ma questo avvicinamento non consiste nella ricerca del consenso o dell’ applauso secondo quello che piace al mondo o la gente vuole sentirsi dire. Papa e vescovi non devono agire seguendo il pensiero umano e mondano e peggio ancora il politicamente corretto. In questo senso ha ragione chi afferma che nè il Papa nè i vescovi possono allontanarsi dalla perenne verità cattolica che non appartiene a loro. Anzi, devono annunciare la dottrina di sempre. Ho la sensazione che qui non stiamo più tenendo una linea dritta, ma si va ora da una parte, ora dall’ altra. Come le dicevo, gli scismi sono nati in questo modo. Il Papa ha il dovere di confermare nella verità cattolica e ho il sospetto che ci stiamo allontanando dagli insegnamenti di San Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI. Non vedo fermezza teologica”.

Ma nel clero vi è generale consenso…

” Tanti sacerdoti tacciono e stanno zitti, non non sappiamo dive andare a parare. Ho il sospetto, spero di sbagliarmi, che tra vescovi e cardinali si noti una certa paura nel parlare e prendere posizione. Temono forse di finire in parcheggio per le proprie idee , eppure vi è un costante invito al dialogo e alla misericordia”.

Il Vangelo è rivoluzionario?

” Sì, in questo il Papa ha ragione. E’ una rivoluzione del nuovo rispetto al vecchio, alla mentalità del Vecchio Testamento, una rivoluzione dell’ amore che porta a compimento la Legge. Gesù è il personaggio più rivoluzionario della storia, tanto che si dice prima e dopo Cristo”.

Bruno Volpe

 

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