Don Larizza: “Non ho incitato a sparare sui migranti”

“Non ho incitato a sparare sui migranti . Non mi importa quello che dicono i giornali e le tv di sinistra.” Ecco lo sfogo di don Luigi  Larizza, parroco tarantino del Sacro Cuore finito ancora una volta nell’occhio del ciclone per un post su Facebook. Sia  una nota emittente televisiva locale, che un quotidiano romano, nella sua edizione locale, hanno definito il prete  addirittura “parroco fascista”. Ma che cosa è accaduto? Commentando l’episodio accaduto recentemente a Napoli  dove un gruppo di migranti hanno circondato ed aggredito i militari che stavano effettuando un fermo, il sacerdote ha affermato  che in casi del genere, per difendere l’ ordine pubblico e per motivi di legittima difesa, è lecito il ricorso alle armi .

Don Luigi, tv e giornale la accusano di incitare a sparare sui migranti..

” Non ho mai incitato a sparare sui migranti. Evidentemente chi riporta queste cose non sa o non vuole leggere bene. Io ho detto e non lo rinnego, che per motivi di legittima difesa  e per la protezione dell’ ordine pubblico sarebbe stato lecito usare le armi. Ma scusi, se io don Larizza non mi fermo alla  paletta dei Carabinieri rischio che mi si spari, vero? E allora perché verso i migranti si deve avere un trattamento diverso se mettono in pericolo l’ ordine pubblico o  minacciano la sicurezza altrui? Ma in Italia accade ormai un fatto strano”.

Quale?

” I migranti, per colpa nostra, si sentono padroni di fare quello che vogliono, spesso sono arroganti, gridano, sputano, talvolta violentano le donne, non pagano il biglietto sul bus o in treno. Da prete e da persona di buon senso, io devo fare la carità prima di tutto ai vicini che sono i poveri tarantini  i quali non hanno pranzo e cena pagati da nessuno.  Sui migranti ormai esiste un  giro di soldi ed io stesso ho rifiutato un business da un milione  e mezzo di euro, quando un gruppo di imprenditori voleva mettere su un progetto per l’ accoglienza e cercava un prete  che facesse al caso loro “.

Migranti che chiedono la elemosina fuori dai negozi, che cosa ne pensa?

“Dare loro la elemosina è un grave errore. Li abituiamo a non lavorare. Il pietismo è diseducativo. Loro sono alti, prestanti e forti, non certo  mingherlini o denutriti come vogliono farci credere. Con quali soldi affrontano il viaggio per l’ Italia, chi paga? Occorre  aiutarli a casa loro. Se questo lo dice Renzi è accettabile e sensato, lo afferma don Larizza e diventa razzista o fascista”.

Ma la Chiesa Italiana e monsignor Galatino invocano accoglienza…

”  Comodo fare del bene a spese degli altri e, in quanto alle Ong,  bisogna fare molta attenzione  ai progetti di Soros e della massoneria”.

E le polemiche sui giornali?

” Non mi interssano, sono di scarso livello e non mi va neppure di rispondere. Lo ripeto: qui i migranti si sentono padroni in casa nostra,ritengono di poter fare quello che vogliono e non pensiamo ai tanti poveri italiani in difficoltà, tanto questi non portano guadagno”.

Bruno Volpe

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