Don Farinella: “Non metto il presepe in chiesa, non partecipo alla farsa”

FarinellaQuesta volta  “contro” il presepe non scende in campo un preside, ma un parroco. Parliamo del vulcanico sacerdote genovese don Paolo Farinella, parroco a San Torpete, il quale, sul tema, ha una sua personalissima opinione.

Don Farinella, lei ha scelto di non mettere il presepe nella sua chiesa, per quale motivo?

“Il presepe è una cosa tremendamente seria, e allora nel nome di questa serietà, dico basta alla melassa buonista, alla sceneggiata delle paperette, delle pecorelle, del laghetto e compagnia cantando. Gesù è nato povero tra i poveri, oggi si rifiuterebbe di nascere nei palazzi dei potenti e non lo farebbe certamente nel Vaticano. Lui nascerebbe volentieri tra i migranti. Ricordatevi che il Signore è nato vicino ai pastori, gente considerata impura al suo tempo. E non nel buonismo che fa oggi del presepe una farsa, una cosa da favoletta buona. Poi anche lo scorso anno non lo ho messo”.

Ma il presepe è anche fatto culturale, figlio della  nostra tradizione…

“Basta con questa storia del fatto culturale. Non è vero, se vogliamo essere rigorosi, il presepe è simbolo religioso e come tale, con tutti i riguardi e le attenzioni vere va trattato. Tuttavia, mai in senso  sentimentale o buonista, un errore di prospettiva. Peggio ancora, strumentalizzato per lucrare qualche voto, come è successo con Salvini e la Gelimini fuori dalla scuola. Bisogna essere seri.  Trovo buffo e grottesco che abbia cantato “Tu scendi dalle stelle” la Gelmini colei che ha tenuto e tiene banco al più immorale e anti cattolico degli italiani come Berlusconi. Poi domanderei a quelli che fanno i difensori interessati del presepe: ma ci andate a messa la domenica, siete coerenti in tutto anche nelle scelte personali di vita e nella famiglia col credo che dite di professare?”.

Del  Debbio a Quinta colonna ha parlato, come le ripetiamo, di presepe quale fatto principalmente culturale oltre che religioso…

“Quel signore è subdolo nella conduzione e poi viene pagato da Berluscon i, parla dalle reti Mediaset che sono di Berlusconi. Quel programma è infarcito di xenofobia. Le ribadisco che oggi se il Signore nascesse non sceglierebbe i posti di prestigio e men che mai il Vaticano”.

E se il suo vescovo l’obbligasse a mettere il presepe in parrocchia?

“Ci  provi il cardinale. Ma non lo fa e neppure può farlo. Il presepe, infatti, non è necessario e nessuno me lo può imporre. Teologia alla mano posso dimostrarlo. Le ripeto: ci provino a dirmi che devo metterlo e sono in grado di ribattere con solide argomentazioni  che il presepe o l’ albero non sono  indispensabili dentro la chiesa, sono ben altre le cose importanti. Accade che oggi il presepe lo chiedano spesso coloro che alla messa neppure ci vanno la domenica e allora di che cosa parliamo? E sa che cosa le dico?.

No, prego vada avanti…

“Che se mi fosse consentito, se non avessi la cura di una parrocchia, io a Natale chiuderei la chiesa. Non voglio essere complice, come invece sta accadendo, della totale desacralizzazione del Natale e della Incarnazione del Verbo ridotti a cose da sentimento. Chiuderei volentieri per questa circostanza la mia chiesa e forse anche le altre. Basta con le sceneggiate”.

Bruno Volpe

5 Commenti

  1. Angheran
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