"Caro Francesco", il nuovo libro di Fausto Marinetti | lafedequotidiana.it

“Caro Francesco”, il nuovo libro di Fausto Marinetti

Papa Francesco

Fausto Marinetti torna nelle librerie con un testo di riflessioni, testimonianze, lettere, una sorta di colloquio a distanza tra l’autore, papa Francesco e don Zeno Saltini, con cui aveva collaborato per un decennio, 1970-80. La sua nuova opera si intitola “Caro Francesco. Riflessioni, testimonianze, messaggi” ed è pubblicata da Tau editrice.

 
Col suo stile duro e insieme tenerissimo, visceralmente appassionato, rappresenta un’umanità dolente incontrata nella carne viva, in un corpo a corpo, con la sofferenza e l’emarginazione, ma anche con la speranza e l’esperienza di sorprendenti rinascite.
 
In un intreccio di continui rimandi, i racconti saltano da una rievocazione della vicenda del fondatore di Nomadelfia alle crude microstorie di una comunità per tossicodipendenti e di una Casa per minori abbandonati; dalle citazioni di un gesto o di una frase di papa Francesco alla cronaca del degrado socio/politico brasiliano. Convivendo con i piccoli/crocifissi rievoca, con le parole di don Zeno, il rifiuto dell’assistenza e della beneficenza a favore della giustizia e dei diritti dei poveri. Un richiamo costante che a volte assume i toni dell’invettiva profetica, ma sempre stimola, provoca e mette in discussione. Ad attraversare il libro è l’esigenza lacerante di fedeltà radicale al Vangelo nella costante rivolta contro un cristianesimo cloroformizzato e imborghesito.
L’obiettivo dell’autore è di immergere il messaggio di don Zeno nelle lacrime, nelle stigmate, nelle vene aperte dei migranti, dei popoli ultimi. E si chiede: “Se siamo autosufficienti ed autoreferenziali come potremo sentire nella nostra carne, che Cristo è venuto per i popoli perduti? Nella comunità terapeutica, tra ladri e assassini, vivo in stato di domanda: “Se sei venuto per i perduti, vuol dire che non sei venuto per chi, come me, si ritiene un buon religioso?”.
 
L’autore chiede all’arcivescovo di Bologna una critica. Questi risponde: “Come fai a fare una critica ad un testo così? Puoi solo leggerlo, commuoverti, pregare, scegliere” (mons. Matteo Zuppi).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *