Arriva in Italia la biografia del “santo cristero” Josè Sanchez del Rio

È uscita finalmente in Italia, a 10 anni dall’originaria pubblicazione in messicano, la documentata biografia del “santo cristero” José Sánchez del Río (1913-1928), scritta da padre Luis Laureán Cervantes L.C. (cfr. Un piccolo testimone di Cristo Re. San José Sánchez del Río, martire cristero, con Prefazioni di Oscar Sanguinetti ed Emilio Martínez Albesa, traduzione ed edizione italiana di Oscar Sanguinetti, D’Ettoris Editori, Crotone 2017, pp. 164, € 15.90). Descrive con stile semplice e non agiografico la vicenda di un ragazzo messicano ucciso a quindici anni “in odium fidei” da miliziani anti-cattolici e filo-governativi nel 1928. Sánchez del Río, chè è stato beatificato nel 2005 e canonizzato da Papa Francesco il 16 ottobre 2016, è uno dei tanti martiri della c.d. “guerra dei cristeros”, combattuta in Messico fra il 1926 e il 1929 fra insorti cattolici e truppe del governo federale, laicista e dominato dall’ideologia massonica che ha imposto il suo giogo dittatoriale per molti decenni in un Paese a stragrande maggioranza cattolica. Il giovane José, entrato dopo molti tentativi infruttuosi come “alfiere” nelle file dell’esercito cristero della sua zona, Sahuayo, nello Stato Michoacán, fu fatto prigioniero dai miliziani governativi, forzato invano ad abiurare la sua militanza politico-militare che per lui coincideva in toto con la fede cristiana e, alla fine, torturato e ucciso in odio alla sua scelta senza compromessi.

Padre Laureán ha il merito di inserire la vicenda di Sánchez del Río nel contesto della lotta religiosa del tempo e dell’ambiente geografico in cui si è svolta, allegando interviste a protagonisti ancora in vita e documenti del tempo. Messicano e addirittura concittadino del santo-martire, il religioso appartenente alla Congregazione dei Legionari di Cristo descrive sulla base di documenti originali degli archivi messicani e di interviste con i diretti protagonisti della guerra cristera, tutta la vicenda del giovanetto, a partire dalla scelta di entrare nelle fila dell’Esercito Liberatore, formato soprattutto da soprattutto contadini, fino al martirio cruento e impavido. Padre Cervantes ha potuto non solo attingere dall’archivio storico dell’arcidiocesi di Città del Messico come da altre fonti locali, ma ha realizzato personalmente visite e rilievi diretti nel Cimitero di Sahuayo e nelle catacombe messicane del Santuario del Sacro Cuore. Addirittura, il religioso ha avuto la possibilità di parlare personalmente con uno dei carnefici del piccolo Sánchez del Río!

L’Esercito Liberatore messicano, chiamato con disprezzo dal nemico “cristeros” con un termine ormai entrato nell’uso comune e, quindi, almeno in Europa non più spregiativo, era intenzionato a difendere la sua patria nel terribile periodo della persecuzione del 1926-1929, nel quale non solo la libertà di religione ma anche la stessa identità del Messico era messa a repentaglio. Il governo di allora, d’impostazione e appartenenza laico-massonica, restrinse infatti progressivamente e con mezzi violenti ogni libertà, fino alla confisca delle chiese, alla persecuzione dei sacerdoti e alla proibizione di ogni attività religiosa. José, nemmeno adolescente (morirà a 15 anni) sarà alfiere della formazione cristera della sua zona e parteciperà a diversi combattimenti. Caduto in un agguato delle truppe governative, per aver ceduto il suo cavallo al comandante del reparto per consentirgli di sottrarsi alla cattura, finirà imprigionato e, dopo una lunga e tormentosa attesa e numerosi tentativi di fargli abiurare alla sua scelta di militare con l’esercito cristero, sarà torturato e infine ucciso.

In appendice al libro sono stati intelligentemente riprodotti due documenti direi entrambi storici, vale a dire la lettera enciclica “Iniquis afflictisque”, scritta da Papa Pio XI «sulla situazione dei cattolici in  Messico (18 novembre 1926) e la bellissima omelia pronunciata il 21 novembre 2005 per la Messa di ringraziamento per la beatificazione di José Sánchez del Río dal cardinale José Saraiva Martins, oggi prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, il quale addita il martire cristero ad esempio per i giovani affinché «siano le sentinelle del mattino e gli apostoli del terzo millennio, seguendo le orme di un compagno, sensibile come loro alle meraviglie del creato, amante della vita ed infiammato per la causa di Cristo» (p. 153).

Il volume di padre Cervantes, già uscito in edizione messicana, spagnola e polacca, riporta diversi fatti finora poco conosciuti della vita del giovane martire e, corredato da diverse da immagini a colori e in bianco e nero d’epoca, si raccomanda particolarmente alla lettura dei ragazzi.

Luis Laureán Cervantes è stato docente di materie letterarie e di spiritualità in vari seminari e centri di formazione dei Legionari di Cristo a Salamanca, in Spagna e a Roma, così come a Monterrey e a Città del Messico. È stato parroco di Santa Maria di Betania a Buenos Aires, vicario di San Gottardo al Corso a Milano e cappellano del collegio Highlands di Madrid. 2017. Per ordinazioni del libro si può anche scrivere a: commerciale@dettoriseditori.it.

Giuseppe Brienza

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