Arcidiocesi di Belo Horizonte choc: “Famiglia è l’unione di persone che si amano”

mappa_brasileL’Arcidiocesi di Belo Horizonte (Brasile), guidata da monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, ha assunto l’ideologia gender nei suoi orientamenti pastorali per i prossimi cinque anni. Attraverso il libretto «Proyecto de Evangelización Proclamar la Palabra» è stata relativizzata la comprensione dell’istituzione familiare, c’è stata un’apertura alla “varietà” di configurazioni naturali e viene suggerito che le persone possono avere “identità sessuali” che non corrispondano al sesso di nascita.

Il testo, di 31 pagine, presenta dieci priorità pastorali e linee guida specifiche da sviluppare da parte dei vari organismi ecclesiali dell’arcidiocesi. Ci sono quattro punti che affrontano l’impegno pastorale per la famiglia e due di loro adottano il punto di vista dell’ideologia gender.

Un paragrafo afferma che il matrimonio tra donne e uomini “non limita la comprensione dell’esistenza di altre configurazioni familiari diverse, di carattere sociale, culturale, economico e religioso”. Poi aggiunge: “la famiglia è l’unione di persone che in coscienza si amano. La forza della famiglia risiede nella capacità di amare e di insegnare l’amore”.

Nel definire la famiglia come semplice unione di persone “in amore” e omettere di dire che nasce dall’unione in matrimonio di un uomo e di una donna, significa andare fuori dall’ortodossia della Chiesa. Circa la definizione di famiglia scelta nel documento l’arcidiocesi afferma di riferirsi al numero 53 dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia. Tuttavia, se si legge l’esortazione non emerge questo dalle parole del Pontefice. Le parole citate tra virgolette negli orientamenti diocesani sono chiaramente al di fuori del contesto in cui è stato originariamente presentato il testo.

Un altro punto del documento brasiliano riguarda la necessità di accogliere tutte le famiglie “nelle loro varie configurazioni, con rispetto e passione, in modo che si sentano di appartenere di fatto alla comunità”. Questo testo sembra spingere all’accompagnamento delle persone nelle loro diverse identità sessuali (gay, transessuali, lesbiche, travestiti, bisessuali ecc.).

Matteo Orlando

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