Alessandro Gnocchi a ruota libera contro Francesco e Benedetto XVI

Alessandro-Gnocchi-biopic-2Alessandro Gnocchi, giornalista cattolico, ha sempre e con grande coerenza scritto quello che pensa sul conto di Papa Bergoglio. Sicuramente non è stato molto accomodante nelle valutazioni e gli va dato atto di notevole autonomia di giudizio e onestà intellettuale.

Dottor Gnocchi,  è palese che Bergoglio non la convinca del tutto. Che cosa non va ?

“Molti aspetti, ma vorrei sottolinearne uno che penso sia fondamentale”.

Prego…

“La ricerca a tutti i costi, del consenso popolare, il lisciare il pelo a quello che la gente pensa e vuole sentirsi dire. Insomma, Bergoglio parla secondo le logiche del mondo e non rispetta quelle della verità e questo porta delle conseguenze. E’ l’ uomo della pancia “.

Che conseguenze?

“La mondanizzazione. Bergoglio sostiene spesso di voler andare contro una Chiesa mondana e naturalmente fa tutto il contrario di quanto  afferma. In  realtà, lui è il più mondano di tutti, perchè la sua idea di Chiesa radica nel mondo.  La prova più  evidente di questa dimensione terrena o sociale è la recente enciclica ecologica sul creato che si è occupata, infatti, di cose del mondo e della terra senza di fatto occuparsi della dimensione verticale o spirituale”

Che cosa comporta tutto questo?

“Un cedimento graduale e complessivo, generalizzato, della dottrina che diviene ondeggiante, liquida e confusa e  si perviene alla clamorosa rinuncia alla tradizione sia nel linguaggio che nella prassi. Ovviamente la prima vittima di questa situazione è la liturgia sempre più minimalista. Trovo questo sconcertante e preoccupante. Deve preoccupare chi oggi è ancora cattolico”.

 Qualcuno è accusato Bergoglio di essere un relativista, condivide?

“Infatti lo è. Indulge spesso al relativismo, perché non ha  punti fermi, sa mettere tutto in discussione, compresi  concetti immutabili. Ma sarebbe un grave errore contrapporlo a Ratzinger come se il Papa tedesco fosse un fenomeno”.

Perchè?

“In realtà, Bergoglio e Ratzinger sono complementari, due volti della stessa medaglia,  la medesima minestra in piatti diversi. Ratzinger è stato anche lui abbastanza  incerto e forse fumoso, non ha avuto il coraggio di fare il passo decisivo, la svolta. Insomma anche lui un equivoco vivente, ed ha le sue brave responsabilità. Non vedo una frattura netta tra i due, Ratzinger non ha invertito la rotta ed è stato una specie di pesce in barile”.

Infine. Pensa che Bergoglio con quel suo arrangiatevi ai vescovi italiani abbia pesato negativamente sul cammino della Cirinnà?

“Ha sicuramente delle responsabilità. Però anche la Cei le ha. Io non ho grande concetto della Cei, che di fatto gestisce l’ingestibile”.

Bruno Volpe

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