9° giorno di Quaresima. La Chiesa di Cristo s’innalza sulla salda fede di Pietro

La Fede Quotidiana ospita il breve commento del giovane teologo Matteo Orlando* alle liturgie (Liturgia delle Ore e Liturgia della Parola) di oggi, 22 Febbraio 2018.

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La Chiesa di Cristo s’innalza sulla salda fede di Pietro. È questo il tema che emerge dalla liturgia di oggi, 22 febbraio 2018. Nella festa della “Cattedra di San Pietro Apostolo” la Chiesa celebra la missione che Gesù Cristo ha conferito a Pietro. «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,13-19). La fede di Simon Pietro non può venire meno. Dice Gesù: “Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede, e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32). Tra gli sconvolgimenti del mondo la Chiesa non può e non deve turbarsi perché è fondata sulla roccia, sulla professione di fede dell’apostolo Pietro. La Chiesa Cattolica, costruita sul fondamento degli apostoli, è il tempio santo di Dio, che ci unisce in un solo corpo e in un solo spirito.

Scrive san Leone Magno, papa nel Discorso 4 sul suo anniversario di elezione: «Tra tutti gli uomini solo Pietro viene scelto per essere il primo a chiamare tutte le genti alla salvezza e per essere il capo di tutti gli apostoli e di tutti i Padri della Chiesa. Nel popolo di Dio sono molti i sacerdoti e i pastori, ma la vera guida di tutti è Pietro, sotto la scorta suprema di Cristo. Carissimi, Dio si è degnato di rendere quest’uomo partecipe del suo potere in misura grande e mirabile. E se ha voluto che anche gli altri prìncipi della Chiesa avessero qualche cosa in comune con lui, è sempre per mezzo di lui che trasmette quanto agli altri non ha negato. A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta fino a che essa continua ad essere l’espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo anche nella dignità apostolica. Egli dice: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”; e Gesù gli risponde: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” (Mt 16,16-17). Ciò significa: tu sei beato perché il Padre mio ti ha ammaestrato, e non ti sei lasciato ingannare da opinioni umane, ma sei stato istruito da un’ispirazione celeste. La mia identità non te l’ha rivelata la carne e il sangue, ma colui del quale io sono il Figlio unigenito. Gesù continua: “E io ti dico”: cioè come il Padre mio ti ha rivelato la mia divinità, così io ti manifesto la tua dignità. “Tu sei Pietro”. Ciò significa che se io sono la pietra inviolabile, la pietra angolare che ha fatto dei due un popolo solo (cfr. Ef 2,14. 20), il fondamento che nessuno può sostituire, anche tu sei pietra, perché la mia forza ti rende saldo. Così la mia prerogativa personale è comunicata anche a te per partecipazione. “E su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18). Cioè, su questa solida base voglio costruire il mio tempio eterno. La mia Chiesa, destinata a innalzarsi fino al cielo, dovrà poggiare sulla solidità di questa fede. Le porte degli inferi non possono impedire questa professione di fede, che sfugge anche ai legami della morte. Essa infatti è parola di vita, che solleva al cielo chi la proferisce e sprofonda nell’inferno chi la nega. È per questo che a san Pietro viene detto: “A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19). Certo, il diritto di esercitare questo potere è stato trasmesso anche agli altri apostoli, questo decreto costitutivo è passato a tutti i prìncipi della Chiesa. Ma non senza ragione è stato consegnato a uno solo ciò che doveva essere comunicato a tutti. Questo potere infatti è affidato personalmente a Pietro, perché la dignità di Pietro supera quella di tutti i capi della Chiesa».

La Preghiera dei fedeli di oggi ci invita a pregare perché la Chiesa “trovi sempre nel successore di Pietro colui che dà voce alla fede in Cristo, Figlio del Dio vivente” e perché, la cattedra di Pietro “superata ogni divisione, torni ad essere simbolo e fonte di unità fra tutti i cristiani del mondo”.

I beati e i santi ricordati il 22 Febbraio 2018 sono: santa Margherita da Cortona, i Martiri georgiani (nove fratelli) di Kola, san Pascasio di Vienne, san Massimiano di Ravenna, san Papia di Gerapoli, il beato Maometto Abdalla, mercedario nel convento di San Lazzaro in Saragozza, presso il fiume Ebro, il beato Diego Carvalho, Gesuita e martire, la beata belga Maria di Gesù (al secolo Emilia d’ Oultremont d’Hoogvorst), la beata principessa Isabella di Francia.

*Matteo Orlando, laurea in Giurisprudenza e Licenza in Teologia Spirituale, è giornalista pubblicista e autore dei volumi Faithbook: La fede cattolica nel tempo dei conigli e Sotto attacco: La scure di revisionisti e censori sui beati e i santi.

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