27° giorno di Quaresima. “Credette lui con tutta la sua famiglia”

La Fede Quotidiana ospita il breve commento del giovane teologo Matteo Orlando* alle liturgie (Liturgia delle Ore e Liturgia della Parola) di oggi.

 

Nella liturgia di oggi, 12 Marzo 2018, Lunedì della IV settimana di Quaresima, la Chiesa ci ricorda che Dio ci è vicino nelle prove della vita e ci illumina il nostro cuore di fronte alla croce perché, penetrandone il mistero, accettiamo di portarla con amore.

Scrive san Giovanni nel Vangelo (Gv 4,43-54): a Cana di Galilea vi era «un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Il funzionario del re gli disse: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”. Gesù gli rispose: “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: “Tuo figlio vive!”. Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: “Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato”. Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: “Tuo figlio vive”, e credette lui con tutta la sua famiglia».

In questo brano di Vangelo troviamo l’effetto della parola divina e la fiducia assoluta nella potenza di Gesù. Gesù ha ricompensato la fede del funzionario come ricompensa la fede di ogni uomo.

Origene, nell’«Omelia 9 sul Levitico» ci ricorda che il Signore Gesù Cristo è il vero Pontefice, «nel giorno dell’espiazione entra nel santo dei santi, il che significa che, eseguito il suo compito, penetra nei cieli e si pone davanti al Padre per renderlo propizio al genere umano, e per pregare per tutti coloro che credono in lui». E aggiunge: «tu che sei venuto dal Pontefice vero, dal Cristo, il quale col suo sangue ti rese propizio Dio e ti riconciliò col Padre, non fermarti al sangue della carne, ma impara invece a conoscere il sangue del Verbo, ed ascolta lui che ti dice: “Questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26, 28). […] La propiziazione ti è venuta dall’oriente. Di là è infatti il personaggio che ha nome Oriente, e che è diventato mediatore di Dio e degli uomini. Sei invitato quindi per questo a guardare sempre ad oriente, da dove per te sorge il sole di giustizia, da dove per te sempre nasce la luce, perché tu non abbia mai a camminare nelle tenebre, né quell’ultimo giorno ti sorprenda nelle tenebre. Perché la notte e l’oscurità dell’ignoranza non ti si avvicinino di soppiatto; perché tu abbia a trovarti sempre nella luce della conoscenza, e nel giorno luminoso della fede e sempre ottenga il lume della carità e della pace».

Come hanno fatto i beati (Girolamo da Recanati, Angela Salawa, Giustina Bezzoli Francucci) e i santi (Luigi Orione, Corman di Iona, Innocenzo I Papa, Brian Bòruimhe, Simeone il Nuovo Teologo, Teofane, Fina di San Gimignano, i Martiri di Nicomedia, Massimiliano di Tebessa, Elfego il Vecchio, Paolo Aureliano di Leon, Giuseppe Zhang Dapeng, Bernardo di Capua, Mamiliano, ottavo vescovo di Palermo) di oggi, 12 Marzo di Quaresima.

*Matteo Orlando, laurea in Giurisprudenza e Licenza in Teologia Spirituale, è giornalista pubblicista e autore dei volumi Faithbook: La fede cattolica nel tempo dei conigli e Sotto attacco: La scure di revisionisti e censori sui beati e i santi.

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